L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina, un sintomo diffuso che può impattare significativamente sulla qualità della vita.
Non è una malattia, ma una condizione gestibile con approcci che variano da esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico a trattamenti farmacologici o chirurgici.
Si tratta di una situazione di estremo disagio, soprattutto dal punto di vista sociale e relazionale, che colpisce in prevalenza le donne ma anche gli uomini.
La causa specifica dell’incontinenza può essere spesso trattata. Esistono inoltre misure generiche indicate dal medico per ridurre l’inconveniente dell’incontinenza.
L’ecografia e l’esame urodinamico completo sono indicati per fare indagine e chiarezza sull’argomento.
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Cosa è l’incontinenza urinaria
L’incontinenza urinaria è un disturbo molto comune, che colpisce una fascia ampia della popolazione, in particolare dopo i 50-60 anni.
Nonostante incida profondamente sulla qualità della vita, se ne parla ancora poco, anche con il proprio medico. Rivolgersi a uno specialista permette non solo di affrontare meglio il problema, ma anche, in molti casi, di risolverlo in modo efficace.
In generale, le cause più frequenti di incontinenza sono:
- Vescica iperattiva nei bambini e nei giovani adulti;
- Debolezza della muscolatura pelvica nelle donne dopo il parto;
- Ostruzione del collo vescicale negli uomini di mezza età;
- Disturbi funzionali, come ictus e demenza, negli anziani.
Cosa è l’ecografia
L’ecografia rappresenta la prima indagine quando si sospetta o viene diagnosticato un disturbo di incontinenza urinaria.
L’esame, non invasivo, permette di diagnosticare rapidamente alterazioni dell’apparato urinario e non, che possono determinare o favorire l’incontinenza. Escludere patologie organiche dell’apparato urinario (reni e vescica), ma anche dell’addome inferiore (prostata nell’uomo ed utero ed ovaie nella donna), è fondamentale per l’urologo nell’approccio al problema dell’ incontinenza o parziale continenza.
Preparazione
Per eseguire un esame ecografico sarà sufficiente essere a digiuno ed avere quanto più distesa al vescica, ovviamente trattandosi di pazienti con disturbi delle continenza l’indagine andrà eseguita tenendo conto di questo limite. A volte è utile valutare la capacità massima della vescica, o la capacità residua e l’eventuale ristagno d’urina dopo una minzione fisiologica.
Cosa è l’esame urodinamico
L’esame urodinamico valuta la funzionalità di vescica e uretra analizzando la capacità di riempimento e svuotamento urinario, utilizzati per diagnosticare cause di incontinenza, ritenzione o disturbi neurologici.
La procedura dura circa 30-40 minuti e non è dolorosa.
L’esame si articola in diverse fasi, spesso condotte sequenzialmente.
- 1. Uroflussimetria: Il paziente urina in un apposito dispositivo (uroflussometro) che misura velocità e volume del flusso.
- 2. Cistomanometria (Fase di riempimento): Vengono inseriti un piccolo catetere vescicale e uno rettale per monitorare le pressioni. La vescica viene riempita con soluzione fisiologica per valutarne la capacità e la sensibilità.
- 3. Studio minzionale (Fase di svuotamento): Il paziente urina con i cateteri ancora inseriti per valutare la contrazione del muscolo vescicale e la funzione dello sfintere.
- 4. Profilometria pressoria (opzionale): Misurazione delle pressioni lungo l’uretra.
Preparazione e Post esame
- Preparazione: Non è necessaria una preparazione specifica, solitamente si richiede di arrivare con la vescica piena e di aver svuotato l’intestino, talvolta è prescritta una copertura antibiotica.
- Dopo l’esame: È normale avvertire un lieve bruciore durante la prima minzione successiva.
